Quando ero piccola, a Milano si andava “giù a giocare” e in ogni cortile c’erano bande di bambini di ogni età, sempre a caccia di giochi, guai ed esperienze. Ogni tanto, chiamate a gran voce, le mamme lanciavano qualcosa dal balcone (un golf, un pacchetto di figurine, un panino) e il divertimento continuava fino a sera. Le nostre invenzioni, le barzellette, le leggende metropolitane, le merende, gli scherzi, i dispetti e i trucchi che escogitavamo per non essere “beccati” si tramandavano dai più grandi ai più piccoli: una ricca tradizione orale, difesa con orgoglio dalla curiosità dei grandi.

di Federica Buglioni
(http://www.associazioni.milano.it/cucinabimbi/)  

 

Oggi che le bande dei nostri bambini sono solo quelle dell’intervallo a scuola, quel fertile terreno d’esperienza infantile è impoverito e perfino le merende, fedeli alla tendenza moderna, sembrano rendere tutti uguali, tanti piccoli aspiranti consumatori.

È soprattutto per questo, cioè per difendere un'idea d'infanzia - un territorio multiforme di gusti, invenzioni, modelli, attività, giochi e passioni - che preferisco le merende fatte in casa (anche da scambiare!)... con occasionale concessione alla focaccia del panettiere.