Mi piace l’idea di una cucina “vissuta”, piena di profumi, colori naturali, trasformazioni. In certi orari mio figlio sa che se mi cerca sono lì. Viene a dirmi qualcosa e intanto si guarda intorno. A volte dà una mano, tocca, annusa, sperimenta e poi va. Sono convinta che l’amore per la cucina nasca così, da una distratta confidenza.

Durante il primo anno di scuola materna aveva l’abitudine di prendere la sua pedana IKEA e di piazzarla sotto il lavandino, per aiutarmi a sciacquare le verdure o a pulire l’insalata, mettere le mani nell’acqua, giocare con la centrifuga.

 

Un giorno si affacciò al lavandino e ci trovò dentro una ventina di alici, che avevo deciso di comprare dopo che una signora ligure mi aveva fatto vedere quanto fosse facile pulirle. Che sorpresa! E che meraviglia quei pesciolini argentati e iridescenti! Con cautela ne prese uno in mano e mi domandò: “Come si chiama?”. “Alice”, risposi. Mi guardò stupefatto. Era lo stesso nome di una sua compagna! Deve aver pensato: “allora anche i pesciolini…” perché chiese precisazioni: “E di cognome?”

 

Dessert veloce

A mio figlio piace cucinare, purché non ci voglia troppo tempo. Per lui tutto deve essere veloce, ritmato, scattante (ha detto che di lavoro, da grande, vuole fare Freddy Mercury!). Insieme abbiamo elaborato un dessert che sembra fatto apposta per lui: veloce, divertente da preparare, semplice e buono.

In una ciotola mescoliamo energicamente circa 250g di ricotta vaccina (per due/tre persone) con due cucchiai di zucchero. Poi prendiamo un bicchiere a testa e, sul fondo, mettiamo uno strato di qualcosa di croccante. Di solito usiamo il muesli, ma vanno bene anche i biscotti sbriciolati, meglio se integrali o con tanti cereali. Scegliamo sempre i bicchieri trasparenti, che soddisfano quel piccolo piacere di vedere “come è fatto dentro”.  

Sopra mettiamo la ricotta appena montata. Infine facciamo un terzo strato con un po’ di cioccolato grattugiato (già a due/tre anni i bambini sono in grado di usare una buona grattugia); quello amaro va bene, perché compensa il gusto dolce della ricotta. 

Il tutto dovrebbe riposare in frigo per un’oretta, ma nel vocabolario di mio figlio la parola “riposare” è stata cancellata da tempo.
 
di Federica Buglioni